La Via Crucis di Benedetto XVI ha palesato una semplicità che è apparsa elegante.
Dimostrazione dell'affermazione le inquadrature, suggestive ma non scenografice, tendenti
a riprendere con semplicità i partecipanti, gli attori della ricorrenza religiosa: pubblico,
il Papa, il Cardinale Ruini, i portatori della Croce, il Colosseo come intermezzo.
La semplicità non deriva dai soggetti ripresi ma da come sono stati ripresi.
Le inquadrature non hanno indugiato troppo sull'espressione dei principali attori ma ha privilegiato
quelle d'insieme, composte, quasi fossero un quadro familiare. Non è il singolo ma il
gruppo, meglio se raccolto, a vincere. Certamente questo è derivato dalla non presenza del
precedente pontefice, il quale, con la sua sofferenza, oltre ad esser diventato un simbolo della
sofferenza, calamitava su di sé tutta l'attenzione, spesso togliendo televisivamente un po'
d'importanza all'evento liturgico.
Con la sua prima Via Crucis, Benedetto XVI ha indicato, seppur ancora nell'impronta, la nuova immagine
che vuole assegnare al Papa. Egli è persona semplice ma raffinata, forte nelle sue convinzioni e nella
loro veridicità che esprime con linguaggio prossimo alla grande maggioranza di prediche che sentiamo
nelle chiese. Pertanto, vicino al modo di sentire popolare perché usa categorie note e ben consolidate.
Nonostante la mancanza di innovazione formale, la sostanza viene proposta con innovazione.
Infatti, ripetere con le stesse parole dei parroci avvicina il Papa alle masse, lo rende meno lontano,
lo rende ben distinguibile nel panorama televisivo: la consuetudine linguistica come arma per propagare
un messaggio semplice e quindi ben posizionabile nella mente dei fedeli.
Inoltre, la forza della nuova immagine del Pontefice consisterà, nei mesi avvenire, nel proporre un Papa
che forse attaccherà con veemenza molte nuove proposte provenienti dalla società civile ma lo farà con
la forza della ragione. Per questo motivo è un Papa raffinato, antepone alle richieste civili risposte
razionali, frutto del ragionamento.
(articolo pubblicato il 15/04/2006) |