Il programma del prime time di RaiTre del sabato e domenica in apertura propone brevi previsioni del tempo, così, per giustificare il nome del talk-show. Ma definire Che tempo che fa un talk-show è riduttivo: programma di approfondimento, simbolo di una televisione non gridata, sarcastica, ironica. Salotto "di sinistra", talk show irriverente, pungente, brillante. Tutto questo è lo spazio di Fazio: Che tempo che fa ha chiaramente conquistato la fiducia del palinsesto e dei telespettatori, il cui numero è sempre in crescita nonostante i vari mercanti, pacchi e Gabibbi in onda sulle altre emittenti. E lui, Fabio Fazio, ex mattatore di Quelli che il calcio, ex improbabile partner di Claudio Baglioni nei siparietti di Anima mia, nella sua "nicchia" intervista celebrità del calibro di Benigni e Moretti, Veltroni e Fini, sempre mantenendo quel tono sommesso di chi non si sente uno di loro, quel tono forse troppo impacciato e umile al punto da far pensare che ci stia prendendo tutti in giro. Fazio intervista gli ospiti in studio, un salotto in cui si esibiscono comici illustri divenuti ormai ospiti fissi: Luciana Littizzetto, Teo Teocoli, Paolo Rossi e Antonio Cornacchione, quest'ultimo "made in Zelig" e famoso per la sua satira anti-berlusconiana. Il Cavaliere, è proprio lui il grande escluso da "casa Fazio". L'Authority lo fa notare al conduttore, e lui -diessino dichiarato- replica: "Ne ho intervistati cinque per parte: Cofferati, Storace, Prodi, Casini, Fassino, Tremonti, Rutelli, Follini, Veltroni e Fini". Ospiti invidiati da talk show ben più blasonati e supportati dalle concessionarie pubblicitarie trasmessi dalle "ammiraglie" pubbliche e private. Dati alla mano (nella fascia pubblicitaria di riferimento 25-54 anni si è raggiunto il 25,3%, per non parlare del 38,55% dei benestanti acculturati), bisogna riconoscere che Fazio spolvera l'audience della terza rete Rai assopita da tempo. "Perché è bravo e - dice l'ex consigliere di amministrazione Rai, Marcello Veneziani, vicino ad Alleanza Nazionale - perché ormai è chiaro che si candida ad essere il gran cerimoniere dell'Unione". E del potenziale di Che tempo che fa sembra essersene accorta anche la Sipra, concessionaria di Raitre, che ha imposto alla rete addirittura una telepromozione. Al momento non esiste un programma più "spendibile" in tutto il palinsesto Rai. E, riflettendo sul rapporto qualità/prezzo della televisione italiana, bisogna sottolineare che il budget della terza rete è soltanto la metà di quello investito su Raidue. Preoccupiamoci.
(articolo pubblicato il 16/04/2006) |