Sabato sera, ore 20.20 inizia lo show.
Strano a dirsi: troppo presto per il varietà di prima serata.
Strano a vedersi: quasi assurdo guardare Fabio Fazio e Alberto Arbasino nello stesso studio televisivo e definirlo uno show. Invece sì. Il programma del noto conduttore costituisce uno degli eventi mediatici più discussi. In onda la sera di sabato e domenica su RaiTre, aumenta con il susseguirsi delle puntate il suo share.
Possibile che la presentazione di un libro, come quello di Coelho, o le dimissioni di un segretario di partito incuriosiscano così tanto il pubblico? Probabile, se il coro -stonato- del programma è organizzato da un gruppo di comici-opinionisti di successo.
Dopo un inizio poco acclamato, il programma ha trovato un equilibrio e un suo pubblico, sempre in aumento, nell'intelligente binomio cultura-comicità.
Naturale che lo spettatore assista interessato al discorso di un intellettuale, aspettando la parodia dello stesso realizzata dal comico di turno.
Niente di cui meravigliarsi. La cultura così esibita piace ancora.
In un clima televisivo "bollente" di mediocrità, un programma come questo affascina lo spettatore, che si riscopre nuovamente interessato alla concretezza dello spettacolo (non come quella dei reality show). Se di quotidianità e realtà circostante si parla con gli ospiti, la chiave di lettura di ciascuna intervista è da rintracciare nella dichiarata leggerezza del conduttore, dei suoi comici, e della "vittima" della serata. Leggerezza che non stordisce ma che rilassa e stimola alla riflessione.
E se intorno si accende la campagna elettorale, o qualcuno alza la voce per dissimulare una sconfitta, lo show acuisce il lato ironico che lo contraddistingue.
Ecco allora, che si sente parlare Enrico Vaime della sua passione per i funghi, e Paolo Coelho affascinato dalle capacità (reali o immaginarie) di previsione meteorologica del suo vicino di casa. Ma questo umorismo manifesto, non deve far pensare ad una limitatezza dello spettacolo , che invece analizza, proprio attraverso questo filtro, problemi della nuova generazione: televisiva, politica o culturale che sia. C'è sempre quindi, una riflessione sul crollo dell'attuale televisione, o un accenno al clima del mondo letterario.
Ma niente di troppo serio. Non un programma da intellettualoidi di scarto, ma da intenditori di cultura. Anche l'ironia dei comici-opinionisti si rivela sagace e puntualmente appropriata. Bersagli preferiti sono politici e personaggi televisivi, ma protagonista indiscussa della puntata è la parodia degli ospiti. Si alternano sul palco le vicende del "Silvio" di Antonio Cornacchione, e i pungenti commenti di Luciana Littizzetto, e se ciascuno contribuisce a innalzare gli indici d'ascolto, da ciascuno emerge la serietà dell'ironia. Mattatore dello show un Fabio Fazio che tenta di fare una televisione "distaccata" senza creare troppo disturbo. La presentazione di un libro, diventa quindi, occasione per dissociarsi alla massa televisiva.
Dal successo del programma non si direbbe che siamo un pubblico inerte davanti ad una scatola (come qualcuno vorrebbe farci credere), ma interessato e divertito da questa nuova televisione intelligente. Sarà riuscito Fazio a indovinare la formula magica per aprire lo scrigno del successo? Sembrerebbe di sì.
(articolo pubblicato il 04/06/2006) |