Tv locali, intervista a Riccardo Esposito di Cora Spalvieri 1/4
"Spiegare oggi che cosa è il glorioso mondo delle tv locali degli anni settanta e delle tv commerciali degli anni ottanta è come prendere parte a una festa danzante degli Asburgo guardandola dal buco della serratura", spiega Riccardo Esposito, 21 anni, studente del corso di laurea in comunicazione e società ed editore del sito internet www.tvlocali.tv .
D: Riccardo cosa sono le tv locali?
R: La risposta è molto semplice, la televisione locale è la tv della gente, fatta dalla gente e per la gente, non a caso l'avvento delle tv locali ha cambiato profondamente anche la tv nazionale.
D: Spiegati meglio..
R: Mi riferisco agli anni settanta, erano anni in cui le trasmissioni Rai erano in una profonda crisi di creatività, erano programmi con conduttori vallette e ospiti che si attenevano meticolosamente a rigidi copioni. La ventata di rinnovamento è arrivata proprio dalla tv libere, e ci tengo a sottolineare che gran parte del merito va al compianto Enzo Tortora.
D: A Enzo Tortora il conduttore di Portobello, quello che fu vittima di un errore giudiziario...?
R: Sì, esatto. Enzo Tortora fu il primo a credere davvero nell'emittenza libera, il tutto anche perché quando comparve nel 1971 Telebiella, la prima tv libera italiana, Tortora era esiliato dalla Rai e allora l'unica alternativa era la gloriosa tv svizzera. Poi si appassionò alla coraggiosissima battaglia di Telebiella, e fu promotore prima di TeleAltoMilanese e poi di Antenna3Lombardia. E Portobello trasmissione che segnò il ritorno di Tortora in Rai a mio avviso è figlia della televisione locale.
(articolo pubblicato il 20/09/2006)
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