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C.S.I. / © CBS
Attrezzi curiosi, luci soffuse, spazzole e buste di plastica. Quando il vero show è l'evidence
Shh...Do not cross crime scene: inizia lo spettacolo dell'investigazione!  di Silvia Sclano
CSI decreta il successo di un linguaggio che stravolge l'intera letteratura dell' "investigation drama"
E' finita l'era della lente d'ingrandimento del tenente Colombo! Maschere, pennelli, guanti, pinze, rilevatori, laser, acidi reattivi, materiale infiammabile: tutto quello che serve per accendere la curiosità degli spettatori e per far impennare l'auditel. Cura dei dettagli, precisione, metodo: questi gli ingredienti principali del meta-testo investigativo di CSI, dalla delimitazione della scena del crimine con l'ormai famoso nastro giallo, alla rilevazione delle prove, fino alle prime ipotesi sul decesso. Questo è il momento in cui la scena del crimine diventa "la scena" per eccellenza dello spettacolo di Zuicker. Gil Grissom, Sara Sidle, Nick Stokes, Warrick Brown, Catherine Willows, sostenuti dal capo della scientifica Jim Brass, sono i protagonisti che cercano di muoversi con passo felpato e attento sul palcoscenico del delitto, fiutando ogni particolare dell'ambiente e degli oggetti accanto al cadavere. Suggestive, singolari, stupefacenti sono ogni volta le sequenze in cui "i nostri eroi" raccolgono con i guanti brandelli di tessuti impregnati di sangue, residui di pelle, capelli, unghie; prove fondamentali che vengono riposte quasi con un attento rito in buste trasparenti pronte per passare al vaglio del laboratorio del divertente Greg Sanders. E il corpo? Dopo uno scrupoloso "servizio fotografico" eseguito sul cadavere, la prova più importante per capire le dinamiche del delitto, viene trasportata presso l'obitorio, in cui l'attende l'austero Dott. Albert Robbins. Una volta compiuti autopsia e una lunga serie di analisi, i risultati vengono utilizzati dagli agenti come tessere di un puzzle da ricomporre. Il dato scientifico prima di tutto! Alla luce dei test e degli esami svolti, quindi, ognuno dei cinque poliziotti esprime la propria idea sulla dinamica omicida. Questo è il tipico iter investigativo, ormai consolidato stilema in Csi, che struttura ogni puntata della serie. L'indagine parte proprio dalla linea invalicabile che dovrebbe separare idealmente lo spettatore e la sua curiosità morbosa dalla scena raccapricciante di un delitto. Al contrario, Csi allontana i passanti indiscreti e fa entrare il pubblico televisivo, dando ad esso modo di partecipare all'indagine e seguire passo dopo passo le fasi salienti della raccolta dell'evidence. Si dice che la prima digestione avvenga al momento della masticazione: ebbene, se vogliamo, una prima chilificazione dell'omicidio si produce proprio nel luogo funesto. Osservazione, fotografia mentale dell'ambiente, della posizione del cadavere e delle ferite del corpo: la scena del crimine è il primo laboratorio in cui si iniziano a fare ipotesi, per poi avvalorarle nei due laboratori veri e propri del quartier generale della polizia scientifica. Attaccati al chiodo, anche se sempre nella nostra memoria affettiva, l'immancabile impermeabile e la lente di ingrandimento dei vari Colombo, di questa serie non ci rimane che seguire estasiati il successo sempre più gratificante per Zuicker e i suoi spin-off. E chissà che Colombo non abbia deciso di rinnovare i suoi attrezzi del mestiere?
(articolo pubblicato il 13/11/2005)