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Le previsioni prima dello scontro come un pre-match mondiale
Italia-Brasile   di Riccardo Mazzoni
A guardare le strade vuote e le luci dei saloni accessi, agli italiani piacciono tanto i duelli
Entusiasmante attesa pre-mondiale. Seguivo La7. Nel salotto di Ferrara tanti giornalisti, scelti apposta a rappresentare il target verso il quale nessuno dei due candidati si sarebbero rivolti, in modo tale da garantire l'obiettività di giudizio, che commentavano il possibile sviluppo del duello Prodi-Berlusconi. Dalle parole usate mi sembrava di stare nel pre-partita di Italia-Brasile. "Prodi giocherà a uomo" è la frase più rappresentativa. Tutti a commentare le strategie, le tattiche possibili. Come i giornalisti sportivi. Il frasario era praticamente uguale. A dimostrazione che i duelli così concepiti sono programmi che attirano l'attenzione, stimolano le fantasie dei telespettatori italiani come se fossero partite di pallone. All'italiano medio piacciono le sfide, il riunirsi in un salotto con gli amici, magari per mangiare una pizza tutti insieme, e commentare l'andamento della sfida come ai mondiali. Come tutti i programmi televisivi, anche il duello di RaiUno ne rappresentava uno dei tanti in palinsesto. Devo dire che era comico vedere prima del duello i pacchi di Pupo. Rispetto anche agli anni '80, la sacralità che accompagnava qualsiasi tribuna elettorale, ed anche il duello di ieri sera lo era, non c'era. La sacralità della politica, quei discorsi seri, gravi, pieni di rimandi alla Resistenza, che implicavano un palinsesto attorno loro altrettanto serio, non si vedeva. Il duello era incastonato tra i pacchi e i prossimi spot pubblicitari. Pertanto si può parlare non di scontro elettorale ma di programma televisivo che vedeva due persone, chiamantesi Prodi e Berlusconi, esporre le loro risposte in merito a delle domande. Il format importato dagli USA ha proposto, soprattutto per la mancanza di pubblico in studio, una dimensione diversa del confronto politico. Una dimensione umana. Pensateci bene: quando andate a confrontarvi, o più spesso a litigare, che argomentazioni portate? Dipende dal vostro interlocutore, direte. Infatti è stato proprio questo il perno attorno al quale si sono sviluppate le strategie di Prodi e Berlusconi. Entrambi si sono sforzati più a convincere l'altro che a convincere gli spettatori. E' stato veramente un duello tra Prodi e Berlusconi. E come tali, essendo due persone di grandissima esperienza politica e lavorativa, hanno portato di conseguenza argomentazioni razionali, numeriche. Infatti era un duello, non un comizio. Inoltre, le domande secche, anche se i giornalisti presenti hanno peccato di scarsa sintesi (ma non dovrebbe essere un dono del giornalista?) hanno imposto un clima da discussione di maturità, dove i sentimenti spesso non portano voti. Servono risposte che dimostrino di aver studiato. Serve razionalità, appunto. Pertanto non si sono affrontati i temi emotivi associati ai brand Unione e CdL ma solamente Prodi contro Berlusconi. E' stato banalmente un confronto, fin troppo pacato, tra due persone.
(articolo pubblicato il 15/03/2006)