Prodi e Berlusconi rappresentanti di due mondi diversi ma complementari
Berlusconi ha giocato molto bene la sua partita. Ha usato lo schema del tempo cronometrato in modo dinamico e preciso. Ha saputo cogliere
i momenti nei quali serviva attaccare l'avversario e quelli nei quali rispondere direttamente alla domanda, con punti precisi e con un
italiano semplificato, fruibile da ogni italiano e straniero. E' stato un gran giocatore, si è preparato, ha saputo piegare ai suoi
messaggi uno schema di tribuna elettorale così rigido. E' stato Berlusconi. Però, come tale, non è riuscito a superare se stesso.
In molte risposte ha manifestato i suoi limiti comunicativi, il suo essere politico da televisione. Quello che colpisce è la perfezione del suo show, ineccepibile dal punto di visto formale ed anche logico, ma troppo televisivo. Credo che il messaggio finale sia l'esempio più evidente.
Gran effetto sull'idea dell'ICI, non fosse altro perché va incontro ad desiderio fortissimo degli italiani. Ma è sembrata troppo una
pubblicità. E stona, non funziona perché è talmente asettica da risultare non credibile. Al contrario Prodi ha risposto alle domande, sempre
troppo lunghe, con pacatezza e con un piglio più deciso del precedente confronto. Sarebbe stata meglio ancora più decisione perché agli
italiani piacciono gli uomini che sbattono i pugni sul tavolo urlando. Comunque, ha chiarito alcuni nodi comunicativi e di programma un poco
oscuri nell'Unione, come le tasse, ha punzecchiato il Premier con sottili battute, come la citazione di Shaw; è sembrato più sicuro.
In finale, consentitemi una riflessione. Prodi, come Berlusconi, sono figli degli anni '80 perché rappresentanti di due schemi di comportamento
che all'epoca erano la prassi. Berlusconi spaccone ricorda la voglia di divertirsi edonista tipica di quell'epoca e tipica degli inizi della sua avventura televisiva, dove per catturare audience doveva proporre programmi accattivanti. Ed i molti momenti Berlusconi è risultato molto più accattivante di Prodi. Quest'ultimo, è un "prete bonario", come indicato dal Premier. Mediatore, cerca il dialogo, il compromesso dove necessario. Un professionista della politica, che ne conosce gli schemi, che cerca di far convivere tutti all'interno della stessa casa.
(articolo pubblicato il 04/04/2006) |