Il Talk, la conduzione, l'interagibilità
Nella televisione d'oggi il talk show acquista sempre più spazio.
Lontani dagli anni in cui in televisione si usava la pedagogia, in cui regnava una sorta di gerarchia che formava lo spettatore discepolo, oggi nella neotelevisione l'interagibilità, lo scambio, la capacità di poter interagire con il mezzo televisivo è ormai una caratteristica dominante.
Il conduttore diviene guida spirituale grazie al quale si sviluppa il cerimoniale mediatico.
Il carisma, la capacità di padroneggiare ogni situazione, di rispettare la linea del programma studiata a tavolino, di evitare ogni possibile ostacolo, divengono fondamentali per la riuscita del programma.
Fuori dal Tg Mentana si è adattato a tutto ciò.
Nel suo di talk si presenta il più delle volte con un vestito blu, senza cravatta.
Nello studio si muove tra gli ospiti e incita, nel fuori programma, il suo pubblico, fiero del target giovanile da cui è composto.
Il linguaggio è semplice, coerente mai ambivalente, chiarisce l'argomento della serata in modo esauriente grazie all'aiuto dei numerosi servizi utilizzati.
Molto spesso i talk finiscono per essere dibattiti in cui la confusione e il coro di voci prendono il sopravvento, Matrix evita accuratamente ciò, si affida al servizio.
Il servizio attira, incuriosisce, illustra, fa dello spettatore un complice,un allievo, un seguace.
Ogni conduttore sviluppa un proprio credo, Mentana da ex giornalista del Tg, riflette inevitabilmente la necessità di informare prima di tutto.
Il suo spettatore ideale è come quello del Telegiornale, è condotto all'interno del caso, armoniosamente, evitando il vortice del talk che spesso sa spaventare colui che osserva, e rispettando dei tempi e una terminologia capace di non intimorirlo.
Chicco è perciò colui che guida il discorso senza mai deviare la linea tracciata, per poter far ciò da e toglie la parola, puntualizza, illustra, si relaziona con i suoi ospiti seguendo un proprio itinerario, forse anche in maniera eccessiva.
La sensazione generata è perciò quella di un dibattito quasi ovattato, non perché i talk strillanti siano poi meglio, ma perché la conduzione eccessivamente rigorosa finisce per generare una lezione dal quale facilmente ci si potrebbe stufare.
Se questo sia il frutto moderno del talk nessuno può saperlo, di fatto lo spettatore medio deve costituire il modello sul quale vengono oggi giorno costruiti i programmi televisivi.
Forse però questo continuo tenere la mano allo spettatore appiattirà sempre di più quel confronto tra le parti che sembrava aver vita in tv.
Il conduttore non guarda più dall'alto del suo trono lo spettatore,oggi sembrano entrambi regnare, adattandosi uno all'altro.
In televisione il conduttore convive con il suo spettatore, apparentemente su percepisce un'interazione, un confronto ma di fatto è raro che tutto ciò accada realmente.
Questo è il frutto della televisione di oggi.
(articolo pubblicato il 30/10/2005) |