UniversyTV - prima telestreet universitaria d'Italia

Il sonno / © Salvador Dalì
Analgesia perpetua   di Maura De Gaetano
In prima serata dimentica i problemi: accendi la TV!
Un sorriso, un secondo sorriso e un altro ancora...
Oggi non li conto più e francamente non ho neppure tanta voglia di contarli.
Il mondo è semplice e bello se filtrato dallo schermo del TG5. La Parodi mi sorride ancora e mi dice che una banda di furfanti strozzini è stata smascherata dalla polizia. "Una Banda di furfanti"… Non so perché, ma mi ricorda la Banda Bassotti… Sono stanca della cronaca di Topolinia, cambierei canale, ma le immagini di una sconcertante tragedia rapiscono la mia attenzione.
Il servizio è francamente bello, mi racconta la vicenda con un tono che ha del romanzo thriller, con tanto di sopralluoghi e dichiarazioni dell'ispettore. Bello sì, anche se non ci ho capito molto. Forse non ho seguito con troppa attenzione. Forse, come al solito, il mio bravo tg popolare mi ha urlato la notizia invece di spiegarla.
Solita storia di un fatto di cronaca più o meno consueto reso sensazionale. Mai allarmante, ma solo interessante. Per la serie "Va tutto bene, godetevi lo spettacolo!" Linguaggio semplificato all'osso, ma carico di colore e aggettivi, perfettamente in linea, del resto, con l'odierna missione televisiva.
Guardo amaramente il contenuto scendere sempre più in secondo piano, vedo solo spettacolo e intrattenimento e ho la sensazione che tanto la gente, indipendentemente dal tipo e dalla qualità della notizia, continuerà a guardare lo stesso telegiornale. Che sia abitudine o affetto certo è che i telespettatori sono cullati da questo materno tg, in cui il conduttore li prende per mano e li aiuta a capire gli avvenimenti del mondo. Introduce loro i temi in maniera semplice (per non dire semplicistica), mette in evidenza gli aspetti più importanti, collega i servizi, addirittura li commenta, li aiuta a formare un'opinione, instaurando un feeling di quasi complicità. Un altro ammiccamento, un altro servizio. Corto, snello, veloce, ancora di cronaca. Appena un minuto e mezzo: durata media di un servizio in questo tg dal ritmo incalzante, a colpi di strepitosi scoop che immobilizzano il pubblico davanti al televisore. Non c'è il tempo per pensare, ma solo per assistere.
Penso che sia il decimo servizio di cronaca di questa edizione! Ascolto notizie non dette dagli altri notiziari. Del resto Rossella conosce bene il suo mestiere e sa quanto la cronaca aiuti ad avvicinare il suo telegiornale ai telespettatori: si adatta maggiormente ad un linguaggio popolare, ben lontana dalla solennità dei termini istituzionali degli eventi di politica. Il risultato è davanti ai miei occhi: un notiziario che non avrà forse la pretesa di essere erudito come altri, ma che risulta certamente essere il più efficace, accessibile ed apprezzato, per lo meno dalla maggior parte delle "casalinghe di Voghera".
La mezz'ora di informazione volge al termine. Parte il servizio sul cioccolato italiano: dovrei essere contenta del fatto che sia il più apprezzato nel mondo… Sento l'anestetico salirmi alla testa. Seduta in poltrona, non sento più il peso delle preoccupazioni, non ci sono problemi nel campo dell'economia, non nel sociale. Ma guarda com'è brutto il vestito di Camilla! No, non è narcotico. Se fosse narcotico starei dormendo, invece sono quasi… quasi felice!
Un'altra dose di anestetico, un altro sorriso, e un altro ancora...
Spengo la TV. Penso a Mentana. Sembra quasi nostalgia...

(articolo pubblicato il 06/11/2005)