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L'incontro su Guido Calogero  © Riccardo Mazzoni
Bisognerebbe recuperare il concetto di limite anche nella vita politica
Guido Calogero, filosofo del dialogo   di Riccardo Mazzoni
Presenti il prof. Bagnoli, prof. Casadei. Moderatore Francesco Fabrocile
Si è tenuto presso il Circolo di Giustizia&Libertà un incontro sul tema del pensiero etico-politico di Guido Calogero. Tante le tematiche affrontate dai relatori, i professori Bagnoli e Casadei. Tematiche che hanno riguardato la figura di Calogero non da un punto di vista di commemorazione statica ma da quello di attualizzazione del suo pensiero, che è risultato, anche per il pubblico presente che ha partecipato attivo al successivo dibattito, estremamente utile. Un pensiero che si è dimostrato strumento utile per partecipare alla realtà, per ricercarne soluzioni ai problemi che essa presenta. E che si fonda sul dialogo e sul confronto pacifico.

Delle tematiche affrontate ne descriverò due. Il primo è il concetto del limite, introdotto dal prof. Casadei. E' assente da tempo nel contesto italiano, ma aggiungo anche nel contesto internazionale, un senso del limite, dove alcuni soggetti non si limitano in molte loro espressioni. Le espressioni sono una categoria molto ampia e con essa racchiudo manifestazioni verbali come manifestazioni concrete, azioni. Vi sono due attributi importanti legati alla sostanza 'alcuni soggetti non si limitano'. Innanzi tutto, essi possiedono un potenziale espressivo, sia di conoscenza, che di mezzi, superiore alla media. E, conoscendone le molte fasi con le quali viene prodotta un'espressione, la controllano attentamente , usualmente con tecniche di marketing. Possedendo tale potenziale lo usano per scopi che, oltre a preservarne la superiorità, la incrementino. Pertanto sono portati naturalmente a non limitarsi, ad invadere altri campi. Una soluzione è quella di introdurre nuove regole oppure di far rispettare quelle presenti -e sarebbe già più che sufficiente. In realtà, ascoltando il prof. Casadei, si evince che la soluzione più incisiva non è rappresentata da una repressione esterna, o da una critica sterile alle regole, ma da una propria limitazione. Il soggetto deve prendere coraggio e limitarsi. Non solo, limitarsi significa responsabilizzarsi. E con la responsabilizzazione molti problemi si risolvono in modo duraturo.

Il secondo tema è stato introdotto dal prof. Bagnoli e riguarda l'insulto come dialogo politico. Nell'odierno dibattito politico, come è evidente a tutti, l'insulto rappresenta il modo più facile, secondo i politici nostrani, di dialogare. Strano modo, devo dire. L'insulto è l'espressione massima di due soggetti che vogliono assolutamente rimanere nelle loro posizioni. Che non vogliono confrontarsi. Che non ricercano una soluzione. Che sono accecati da altre idee, ma sicuramente non dalle idee di dialogo. Infatti, è solo il dialogo che consente di ricercare e trovare un punto di mediazione utile per entrambe le parti, in merito evidentemente ad un problema comune. Da sottolineare che il dialogo implica responsabilità e senso del limite, dato che per dialogare devo limitarmi negli attacchi verso il mio interlocutore. Pertanto sono tematiche strettamente legate fra di loro, che compongono un sistema coeso di comportamento positivo e costruttivo.

Commenti raccolti da Riccardo Mazzoni

  Prof. Bagnoli commenta l'insulto come dialogo politico[a breve disponibile]

  Fabrocile commenta il senso del limite[a breve disponibile]

(articolo pubblicato il 13/02/2006)