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La danza a Roma...Cunningham, il classico contemporaneo
Event   di Christian Bonciarelli

Attenzione: l'arte ha colpito Roma. L'ha colpita in pieno, come raramente accade qui all'ombra delle rovine, e l'ha travolta con le visioni di un innovatore di ottantaquattro anni, che ha iniziato la sua carriera con John Cage, collaborando poi con Rauschenberg e Warhol.
Si tratta di Event, lo spettacolo che la compagnia di Cunningham ha portato all'Auditorium di via della Conciliazione il 10 maggio. E di un vero e proprio evento si Ŕ trattato, un'esperienza della danza, pi¨ che una serata di danza, un'antologia delle migliori coreografie del maestro americano. La cifra stilistica si svela come la pi¨ nuda veritÓ fin dal principio: la scena spoglia, i ballerini schierati frontalmente, il costume una seconda pelle che esalta le anatomie perfette.
Attraverso fantasiose invenzioni che hanno fondamento nella celebre frase di Einstein "there are no fixed points in space", la magia di Cunningham si costruisce da sola attimo dopo attimo: il movimento fluisce con rigore, Ŕ un'onda che si trasmette da un corpo all'altro, nasce senza spiegazione e sembra desinato a non disperdersi mai del tutto.
Musica e visione: una ricerca sottile della sinestesia, pura libertÓ dell'analogia, che fa girare i ballerini su stessi, le braccia aperte, fragilmente poggiati su un solo piede, mentre nell'aria si ascolta il rumore delicato che fa una vite, il movimento a spirale in cui si concreta l'esistenza della sua funzione. Il pavimento del palco dell'auditorium sprofonda nel buio e gli artisti danzano direttamente sulla musica dello spettacolo: sonoritÓ astratte, intessute di suoni quotidiani, porte che cigolano, intermittenze elettriche, cani che ululano, campionati e tenuti insieme da ritmiche ossessive, ai limite del disturbante, che trovano estasi liriche nelle note stridenti di un violino live, presenza concreta sulla scena.
L'arte ha colpito Roma, l'ha messa a tappeto con la sua imperitura capacitÓ di farci stupire della realtÓ: il corpo dell'uomo, perno di ogni espressione, si muove seguendo un ritmo, fisico, esterno, incessante. E danza.

(articolo pubblicato il 02/06/2006)