Tutto quello che bisogna sapere condito con qualche curiosità. Che la trilogia abbia inizio...
Il 28 febbraio si è tenuta presso la libreria MelBookstore la presentazione dell’ultima fatica di Maurizio Cheli, non l’astronauta che nel 2003 guidò l’eurofighter in una sfida con la Ferrari, ma lo scrittore! Il libro si intitola “Storia dell’arte. Dall’arte come magia al gotico”; è il primo di una trilogia che accompagnerà i lettori in un interessante viaggio alla scoperta dell’arte, non tralasciando nell’ultimo tomo un’accurata indagine delle correnti moderne, troppo spesso considerate meno degne di attenzione e quindi dimenticate.
Ma di cosa tratta questo primo volume nello specifico? Il titolo fornisce di certo indizi utilissimi…
L’excursus che Cheli ci propone parte dalle pitture rupestri, usate a volte per fini magici, che ancora oggi stupiscono l’osservatore intrappolandolo nel loro antico incantesimo.Si arriva poi alla Grecia che ha rivoluzionato il mondo delle forme imponendo i canoni della classicità sia nella scultura che nell’architettura. Sposta poi l’attenzione sull’Italia: si parla dell’arte etrusca, per arrivare a quella romana, che pur avendo un’evidente eredità del mondo ellenico, riesce a staccarsene passando “dal mito alla storia”, introducendo delle piccole novità come per esempio le rughe sulla fronte di alcuni personaggi (non ultimo Giulio Cesare stesso). Avanzando sulla linea cronologica ci si imbatte nell’arte paleocristiana che rilegge i miti antichi in un’ottica religiosa. Per esempio Apollo da messaggero degli dei si fa annunciatore del messaggio divino. Dalla Roma cristiana a Bisanzio con opere dal sapore di oriente e poi ancora in Italia, con il Romanico di Anelami, poi Giotto considerato da molti (autore compreso) l’inventore dell’arte europea infine il Gotico di Pisano e il Gotico internazionale che spettacolarizza l’arte.
L’autore tratta questi argomenti in modo serio e accurato, ma alleggerisce la lettura inserendo aneddoti curiosi. Ad esempio quello secondo cui un magistrato romano doveva promuovere (cioè finanziare) spettacoli circensi per fare propaganda elettorale (un po’ come succede oggi in politica...). Nel caso in cui si fosse rifiutato non sarebbe stato eletto!
Tirando le somme la presentazione è stata breve ed esaustiva, l’unico rammarico è che a causa del poco tempo a sua disposizione l’autore non ha potuto confrontarsi con il pubblico e con i giornalisti…
Commento raccolto da Elenca Lucarelli
Due battute con Maurizio Cheli
(articolo pubblicato il 03/03/2006) |