Quando lo sguardo va oltre l'evento mondano, si trasforma in continua scoperta di linguaggi e sistemi di comunicazione raffinati
La moda della semiotica, scienza nuova e superamento dei tradizionali paradigmi di ricerca sulle dinamiche sociali e sulla significazione, è ormai ampiamente diffusa a applicata, grazie anche a due illuminati pensatori nostrani, Umberto Eco e Paolo Fabbri.
Adottare uno sguardo semiotico significa indossare lenti particolarissime, grazie alle quali, anche a noi poveri esseri mortali (che mai avremmo potuto concepire un giallo in un monastero medievale), è concesso il lusso di esplorare i livelli di profondità delle cose, o meglio, i livelli dei segni delle cose. Il trend lanciato dai pionieri semiologi è dunque quello di non sottovalutare mai nulla, nel suo funzionamento di significazione: la semiotica è democratica nella sua non-selettività.
Citata persino da Leopardi, in un dialogo con la Morte, con la quale divide la stessa madre, la Caducità, la Moda (le parole moda e moderno hanno la stessa radice!) è sempre al centro di una particolare attenzione, soprattutto quando in alcuni rarissimi casi ciò che è stato creato per essere superato, acquista un valore di perennità.
E se proprio la grandissima stilista francese Gabrielle Coco Chanel, disse che la moda è fatta per diventare fuori moda, è il suo "total look" ad attrarre l'attenzione di studiosi di segni quali Barthes e Floch proprio per la sua intramontabilità: la semiotica figurativa delle creazioni dell'artista sottolinea alcune caratteristiche che nel corso degli anni sono diventati dei veri e propri topoi da cui attingere.
Come prima cosa non si può non notare una contraddittorietà di significanti: da un lato tessuti come il jersey legati al mondo del lavoro, mondo di cui la donna fa finalmente e orgogliosamente parte; dall'altro la dimensione plastica della silhouette, che parte da una pettinatura sfumata, arrivando a toccare terra con la punta delle scarpe colorata di nero e ben definita, come a dire che la donna Chanel ha radici salde nella razionalità pur rimanendo eterna produttrice di sogni e fantasie.
Le donne, attraverso i decenni continuano a riconoscersi in questo modello; persino il personaggio dell'animazione americana più pungente, Miss Marge Simpson, affida il suo debutto in società al tailleur in tweed rosa della maison francese, trasformandolo e sviscerandolo fino all'ultimo, per assicurarsi la stima degli altri.
Altro segno di intramontabilità, il raffinato equilibrio tra estetica classica, quindi etica del mantenimento, attraverso linee nette che definiscono il corpo suddividendolo in parti ben proporzionate tra loro, e libertà di espressione e di movimento, con accessori, tasche ampie e funzionali e l'invenzione della borsa a tracolla.
Risultato della contaminazione di segni: la sospensione della differenza temporale.
(articolo pubblicato il 21/02/2006) |