Il grande pianista racconta la sua vita straordinaria
Interviste a cura di Laura Ruzza
Intervista al M° Badura-Skoda
Domenica 12 marzo all'Auditorium Conciliazione di Roma il celebre Paul Badura-Skoda ha interpretato il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 detto "Imperatore" di Ludwig Van Beethoven, diretto da Julian Kovatchev, proseguendo così la rassegna di grandi interpreti della tastiera per la Stagione Lirico-Sinfonica 2005-2006 dell'Orchestra Sinfonica di Roma della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. La seconda parte del concerto, sempre diretto da Kovatchev, è stata dedicata alla Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Robert Schumann. Viennese, Badura-Skoda, la cui formazione artistica è stata fortemente influenzata da Edwin Fischer, già nel 1949 conquistò con il suo grande talento direttori del calibro di Furtwängler e Karajan. Da questi incontri il pianista austriaco iniziò una fulgida carriera che lo portò immediatamente a esibirsi nelle più importanti sale concertistiche del mondo. Caratterizzato dalla vastità del suo repertorio, Badura-Skoda è non solo artista versatile ma è dotato di quella vena spontanea, creativa, che rende unici e irripetibili i suoi concerti. Nel 1970 eseguì per la prima volta in assoluto il Concerto per pianoforte e orchestra di Franck Martin, a lui dedicato. In questa occasione il compositore scrisse al pianista: "Tu hai fatto della prima esecuzione di questo concerto un evento straordinario nella mia stessa vita di artista: hai convinto me stesso! Speriamo che altri si lascino convincere allo stesso modo!". Il suo approccio alla musica non si limita al pianoforte: egli dirige, scrive libri sui grandi compositori, lavora in campo musicologico per potersi calare sino in fondo nell'opera e nelle intenzioni del compositore che di volta in volta interpreta.
In occasione dell'esibizione romana, il celebre pianista è stato felicissimo di raccontarsi per UniversyTv.it.
(articolo pubblicato il 10/05/2006) |