Edvard Grieg e Peer Gynt: una storia italiana? di Riccardo Mazzoni 1/1
 Circolo scandinavo: Thorvaldsen, foto di Rodolfo Mazzoni
Enzo Aronica: il viaggio nella mente di Edvard Grieg
Roma. Presentato al Circolo Scandinavo il nuovo documentario di Enzo Aronica su Edvard Grieg. Tema: il primo viaggio del compositore norvegese in Italia e la nascita del capolavoro Peer Gynt.
Attualmente il filmato è un pre-montato, mancano alcune rifiniture ma la sostanza, densa e piena di cultura, c'è tutta. Aronica ha colto, con una meticolosa ricerca storica, con la compenetrazione nell'animo di Grieg e di Ibsen, autore del testo del Peer Gynt, un aspetto notevole del compositore norvegese e della mentalità nordica.
Citare tutti gli aspetti toccati dal filmato è impresa rara: la quantità di rimandi al classico, al neo-classico, al ruolo delle suite d'opera, al rapporto autore dello spettacolo-musicista, alla forza magnetica che il "caldo sud" esercitò ed esercita sul popolo nordico, l'accoglienza romana a Grieg, il ruolo del primigenio circolo scandinavo, il sentirsi rafforzato nella propria nazionalità nordica nel vedere nordici fuori dal proprio paese. Il modo per raccontarli tutti è semplicemente rimandare al filmato finito, che sarà mandato in onda sui canali satellitari (non si sa ancora quali) nel prossimo Novembre.
E' bene, però, citare un tema che ormai non siamo, almeno noi occidentali, abituati a percepire come tale: il viaggio. Quello espresso da Grieg, e riproposto nel filmato, è un viaggio tipicamente settecentesco con sfumature fornite solo dal treno, che nel XVIII° secolo era ancora lontano. Infatti, lo caratterizzano quegli elementi di concezione mitologica e puramente intellettuale dello straniero e della terra tanto descritta, come lo era l'Italia; quel passato mitologico pesante e ingombrante, che ancora oggi viene vissuto come "là c'è la storia". A voler raffigurare questa idea del viaggio, sarebbe opportuno avere sotto gli occhi un quadro di Gainsbourogh: quei visi porcellanei, morbidi, quasi frivoli, quello sprizzare buone maniere, esprimono pienamente quel gusto della sensibilità verso le altre culture, dove nel conoscerle soprattutto si conosce sé stessi, è più facile capire chi siamo in relazione ad un'altra cultura.
Meritano un riconoscimento , come gran premio speciale della giuria, due interpreti del diario di Grieg e del Peer Gynt: Arnoldo Foà, con una voce spettacolare, e Claudio Popolizio, brillante nel leggere brani tratti dal Peer Gynt, con un mondo fatto di spiriti, troll e natura animata tipicamente nordica.
(articolo pubblicato il 15/09/2007)
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