Il pianoforte di Christian Zacharias di Laura Ruzza 1/2
Roma. Beniamino del pubblico romano, Christian Zacharias è ritornato il 17 novembre a Santa Cecilia in un recital interamente dedicato ai tre sommi autori tedeschi per pianoforte della prima metà dell'800: Beethoven, Schubert e Schumann.
In tutti i mestieri, passato il tempo di imparare inizia il tempo di ripetere. A questa dura legge della vita non sfuggono neanche i grandi pianisti, costretti per così dire a ripetere non solo nei concerti ma anche nel loro studio giornaliero quel repertorio, per forza di cose limitato, a cui hanno deciso di consacrare i loro sforzi. Per esorcizzare l'incubo della ripetizione possono allora scegliere la via della resa, ossia cadere nella routine, oppure cercare di rinnovarsi continuamente, magari senza crederci troppo. C'è però una terza via che vede nella ripetizione non un nemico da fuggire, ma al contrario un prezioso alleato al servizio dell'arte. Come per coloro che sostengono che il genio non è che pazienza, gli artisti di questo tipo vivono la ripetizione come una componente essenziale della creazione e riconoscono nella fedeltà a un tema o nell'esplorazione delle infinite possibilità racchiuse in una singola forma il vero segreto del loro lavoro. Christian Zacharias è un pianista di questa razza e non a caso il suo repertorio è formato dai grandi compositori che hanno fatto della variazione nella ripetizione il loro stile.
(articolo pubblicato il 14/12/2006)
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 Christian Zacharias
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