Pechino Express, evoluzione del reality

Da oggi parte Pechino Express, il nuovo reality show di RaiDue. Durante la presentazione avvenuta alla sede RAI di viale Mazzini a Roma è stato sottolineato che non si tratta più dei vecchi reality conosciuti ma di una loro evoluzione, quasi una novità. E’ un adventure game, nome mutuato evidentemente dai giochi per computer, nel quale dieci coppie dovranno trovare la strada che li porta da Haridwar, città indiana, fino a Pechino, passando per il Nepal. Difficoltà: avranno solo un euro per vivere al giorno. Esattamente come la maggioranza della popolazione.

Il percorso iniziato con i reality show nel 2000 con Grande Fratello ha portato, lentamente, ad una evoluzione del prodotto industriale televisivo verso una integrazione più concreta con altri mondi paralleli, come i giochi per il computer, i giochi virtuali di ruolo, il portarsi in luoghi dove eravamo come condizioni nell’Ottocento ed ora non sappiamo più come fossero. Rimane quell’ottica coloniale che vede la popolazione sempre allegra, solare, povera, morsa dalla fame: quando in un paese come l’India, di oltre un miliardo di abitanti, la variabilità è talmente alta che quest’ottica dell’esotico viaggiatore del Settecento non ha più alcun senso.

 

Di seguito i commenti raccolti ad Emanuele Filiberto di Savoia e Ilaria Dalla Tana di Magnolia.

 

Emanuele Filiberto di Savoia

Tutti sono partiti con la voglia di vincere. Sono il coach che può dare solo alcune indicazioni, non posso dare aiuti. Non viaggiavo con i concorrenti, ho dato la partenza con una missione. Mi ritrovavano il giorno dopo per la prova immunità, con loro che non erano al corrente di tutto questo. Considerate che sono tappe di 300 km ed anche oltre. Chi arriva viene isolato e subito riparte per la prossima tappa.

Sei molto cresciuto professionalmente, hai fatto il ballerino, il cantante, qual è la cosa che secondo te sai fare di più?

Il papà.

Qual è la tua giornata tipo?

Quando lavoro o quando non lavoro?

Quando non lavori.

Mi sveglio alle 7.15, sveglio le mie bambine, ossia vado giù e mando il gatto a svegliarle, arrivo io e le vesto, preparo la colazione, le porto a scuola; lavoro un po’. Quando non lavoro sono dedicato alle mie famiglie e a mia moglie.

In questo viaggio cosa l’ha colpita di più?

L’impatto con le popolazioni locale, vedere come queste persone sopravvivono ma sempre con un sorriso, abbiamo molto da imparare da queste persone.

 

Ilaria Dalla Tana

L’innovazione con la quale Magnolia punta in Pechino Express è l’immedesimazione del pubblico nella storia o la pura estetica?

Non esiste la pura estetica nella televisione! Devi fruirla un po’ con la pancia, vivere i luoghi e le emozioni. In Pechino Express ti viene voglia di andarci.