Due di noi, al Quirino

Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino, foto di FabioLovino

Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino, foto di FabioLovino

Roma. Nel 1970 Michale Frayne scrisse Due di Noi, una commedia inglese, dolce-amara, dai toni frizzanti, basata sull’incomunicabilità delle coppie e le loro crisi.

Oggi è al Quirino, con Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi a calcare con bravura la scena.

“Io mi sento un’attrice molto inglese, e se avessi lavorato in Inghilterra avrei avuto più chance, perché mi piace giocare, recitare su più piani, come fanno appunto gli attori britannici indifferentemente in teatro, cinema e televisione, con la professionalità artigianale di chi è comico e drammatico insieme” e poi continua “io mi faccio il mio percorso inglese in Italia, cercando di variare le mie scelte, anche se poi la mia anima del sud viene fuori, e però me la cavo da commediante ironica, alleggerendo dove si affonda più nel dramma, e tenendo presente il modello materno di ottimista a oltranza” dice Lunetta Savino.

La commedia è composta da tre atti unici, che mettono in scena le crisi coniugali di tre coppie molto diverse tra loro.

Nel primo atto, chiamato Black and Silver, ci troviamo nell’albergo del loro viaggio di nozze dove la coppia ritorna con il loro neonato. Emerge da subito la nevrosi della coppia dettata dall’interminabile pianto notturno del bambino. Scatta immediatamente il paragone con il passato ed è inevitabile il ripensare alla coppietta che fu di neo-sposi ed i vari cambiamenti di vita che il tempo e l’arrivo di un figlio portano inevitabilmente.

Questo è tra i tre, il pezzo più breve, mantiene al suo interno una comicità basata su situazioni banali, spesso tipiche della comicità inglese un pò alla Mr. Bean., come il servizio da caffè che cade in continuazione dal comodino e sveglia il neonato. Una comicità semplice, leggera, non impegnativa ma simpatica e piacevole.

Nel secondo atto, dal titolo Mr. Foot, è rappresentata l’incomunicabilità di una coppia ageè, instauratasi nel tempo vissuto assieme. La donna infatti si lamenta del marito, di come la tratta in privato ed in pubblico, in una società che non mette sullo stesso piano la figura maschile con quella femminile, ponendo la donna sempre e comunque in secondo piano. Inoltre, in questo atto viene trattato anche il tema dell’alcolismo: il personaggio femminile beve come rifugio per una insoddisfazione personale e sociale del suo essere.

Il terzo atto, Chinamen, è quello più lungo e presenta una trama più articolata. E’ ricco di equivoci e di scambi tipici della comicità in stile “British” Questo atto presenta diversi personaggi interpretati tutti dalla coppia Solfrizzi-Savino grazie ad un gioco di entrate ed uscite di scena e travestimenti velocissimi molto simpatici. Ci troviamo ad una cena in casa, tra amici. Tra le varie coppie è stata invitata incautamente una coppia “scoppiata” da poco, e per errore tra gli invitati c’è anche il nuovo fidanzato della donna. Situazioni comiche sostenute egregiamente dalla bravura e dalla velocità di trasformazione della coppia da un personaggio all’altro.

Considerando che nel nostro Paese non si è molto abituati alla comicità ed alla leggerezza “British”, nel complesso l’interpretazione è squisita, tale da giustificare la leggerezza del testo. Bravissimi infatti Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino che interpretano in maniera brillante, ironica, fresca, tutti i personaggi.

Due di Noi, di Michael Frayn – regia di Leo Muscato, con Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi.
Teatro Quirino di Roma – dal 13 al 24 marzo