Recensione di Adhen-Dernier Maquis

Roma. La quarta edizione del Medfilmfestival di Roma, iniziata il 06 novembre e tuttora in corso di svolgimento fino al 16/11, comprende una selezione di film e cortometraggi molto diversi tra loro ma altrettanto vicini per le tematiche affrontate. Tornano i temi dell’integrazione e della convivenza tra uomini nella quarta edizione del Medfilmfestival di Roma. Un esempio significativo è la pellicola in concorso dalla Francia “Adhen- Dernier Maquis” del regista algerino Rabah Ameur Zaimeche. Un film semplice ma profondo, con una fotografia spoglia, in qualche modo cruda e narrativa allo stesso tempo.

E proprio attraverso la semplicita’ delle immagini che viene descritta la storia di un giovane imprenditore di fede musulmana che decide per volontà dei suoi lavoratori, di aprire una mosche per permettere loro di riunirsi e pregare. Musulmani che si consultano tra loro circa argomenti religiosi, musulmani che lavorano e pregano insieme anche se tra loro emergono diversi modi di vivere la fede: da quello sociale, a quello politico a quello estremamente personale. La rottura avviene quando bisogna scegliere la guida spirituale, cioè l’Imam che il venerdi’ avrà le redini della preghiera. Il film, terzo di una trilogia dedicata interamente a come viene vissuto l’Islam in Francia, intende relazionare la religione a confronto con il difficile mondo del lavoro. Una pellicola interessante.