Recensione di Il mattino ha l’oro in bocca

La locandina del film, foto stampa

La locandina del film, foto stampa

Il film è liberamente tratto dal libro di Marco Baldini “Il giocatore”, dove si narra la vita di un ragazzo come tanti con tante indecisioni ed insicurezze, fidanzato, con la passione per la radio, e la debolezza del gioco d’azzardo. Scelta controcorrente da parte del regista Francesco Paterno di girare un film tratto da un romanzo autobiografico, vista la tendenza dei giorni d’oggi di realizzare pellicole a sfondo storico, di grandi imprese del passato, grandi eroi protagonisti. Baldini, simpaticissimo conduttore radiofonico, reso ancor piu’ popolare dal lavoro di coppia con Fiorello, è il protagonista del libro, interpretato nel film dal bravissimo Elio Germano (David nel 2007 per il miglior attore protagonista nel film “Mio fratello è figlio unico”).

“Il mattino ha l’oro in bocca” è un film che sembra quasi una scommessa lanciata dal regista napoletano che, dopo il suo esordio nel cinema impegnato, decide di passare alla commedia. Il film infatti, non ha grosse pretese, lascia libero lo spettatore senza mai mostrare segni di retorica o di moralità, senza presunzioni. Lo scopo di Patierno è quello di mostrare nella sua nudità i vizi e le debolezze di un personaggio grandiosamente pubblico, svelando le sofferenza di un personaggio capace di far ridere ma che nasconde una grande tragedia come quella del gioco d’azzardo.

Il risultato è un film commedia leggero, dal ritmo scorrevole nonostante le imprecisioni tecniche della regia, ma apprezzabile. La sceneggiatura pecca di un limite inevitabile: avere a che fare con una storia vera di cui bene o male tutti conoscono già l’happy end (Baldini conduce con Fiorello Vivaradio2, trasmissione da anni di gran successo).

In realtà il film collocato nella cinematografia italiana non ha molti simili che raccontano del gioco d’azzardo unito alla comicità. L’apprezzamento maggiore del film è la capacità di raccontare il peso e l’eccentricità di un personaggio come Baldini senza alcuna sbavatura, senza eccedere, proprio come sua caratteristica personale. Per questo la scelta di Elio Germano è quella azzeccata, mentre a Laura Chiatti e Martina Stella, con il loro fascino ancora prematuro, non resta altro che colmare i piccoli spazi rimanenti della storia.