Seconde chance, recensione Mar30

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Seconde chance, recensione

Il personaggio principale è Andreas, agente di polizia, dall’apparente vita perfetta. È felicemente coniugato con Anna, con la quale ha da poco avuto un bimbo. Il loro destino s’incrocia con quello di un’altra coppia di tossici violenti incapaci di prendere cura degnamente del figlio di pochi mesi, Tristan e Sanne, che abitano in un ambiente praticamente opposto, condito da droga, violenza e degrado. La trama si disincaglia quando una drammatica sorte percuote l’idillio domestico di Andreas, scatenando un’inarrestabile e distruttiva catena di eventi.

Esagerazione a piene mani, una freddezza assoluta e interpretazioni non all’altezza, bloccano poi il coinvolgimento emotivo dello spettatore in una episodio costruito con quell’obiettivo. L’accaduto meritava maggiore complessità, più sfumature. A Second Chance è malauguratamente un’opportunità inefficace da parte della regista Susanne Bier di convincere.