Roseto comunale, riflessioni post Premio Roma 2015

Roma. L’appuntamento all’Aranciera di San Sisto per il Premio Roma 2015 è stata l’occasione per fare il punto sullo stato del servizio giardini. Col cambio della guardia recente l’augurio è che si risolva la situazione di forte trascuratezza dei nostri giardini pubblici, vero punto di ristoro e divertimento per grandi e piccini. In questi ultimi anni la sciatteria organizzativa ha portato a ritardi della manutenzione con scarsa attenzione alla stagionalità, comportando la trasformazione di questi spazi verdi in piccoli percorsi da savana. Certamente l’aspetto economico e il rispetto del valore dell’operatore che si occupa quotidianamente della manutenzione sono i punti cardinali da tener presente per l’amministrazione: risolti essi, si potrà pretendere da loro l’impegno integrale.

Diverso il discorso del roseto comunale. Una recente visita ha mostrato come molte delle piante siano prossime a seccarsi, i cartellini spesso assenti o scritti male, con molti visitatori italiani e stranieri impegnati nella vana speranza di comprendere che rosa avessero davanti a loro. Pertanto è difficile dare ragione a chi si è succeduto al palco durante la premiazione lodava tanta bellezza: era bello il roseto, vorremmo che lo ritornasse.