Alfredo Ravasco, tra Art Nouveau e Decò. Il sapore di un tempo appena scorso

Una sua opera, foto stampa

Una sua opera, foto stampa

Milano. La straordinaria arte di Alfredo Ravasco (1873-1958) per la prima volta in un unico prezioso volume presentato il 9 Novembre a Villa Necchi Campiglio.

Alfredo Ravasco. Principe degli orafi (ed. Skira), catalogo della mostra omonima organizzata dal FAI a Villa Necchi fino al 6 Gennaio prossimo, raccoglie oltre 90 fotografie dei pezzi più celebri del maestro tra i quali oggetti d’arredo e arte sacra per la maggior parte inediti, ma anche bozzetti, disegni e documenti d’archivio per raccontare la parabola umana e artistica del Maestro che incantò il Ventennio con le sue creazioni e che regalò a Milano il restauro dell’altare d’oro della Basilica di Sant’Ambrogio.

L’impresa editoriale che regala al grande pubblico la scoperta di questo straordinario artista formatosi alla scuola di Brera nei primi anni del Novecento, è stata possibile grazie al contributo della famiglia Pennisi, titolare della storica gioielleria di via Manzoni e ad oggi proprietaria della più importante collezione privata di opere di Ravasco.

I Pennisi hanno messo a disposizione per la mostra e per il catalogo 24 pezzi unici del Maestro e offerto la loro consulenza di grandi esperti dell’arte orafa di Ravasco per la composizione del catalogo stesso, curato da Paola Venturelli. “Il nostro interesse per le opere di Alfredo Ravasco inizia nel 1995 quando ci imbattemmo in alcuni esemplari che ci erano stati sottoposti da alcuni clienti. in particolare coppe e oggettistica che rappresentano la vetta massima del suo genio creativo – spiega Gabriele Pennisi –Rimanemmo immediatamente affascinati dall’esecuzione perfetta che comprendeva più tecniche orafe usate contemporaneamente per lo stesso oggetto, dagli smalti, alle lastronature, al cesello. Ci sembrò subito un autore “da inseguire” e da mettere tra i protagonisti della nostra collezione di capolavori orafi. Non abbiamo avuto un solo dubbio quando il FAI ci ha coinvolto in questo progetto”.

Alla presentazione del volume sono intervenuti Paola Venturelli, Lucia Borromeo del FAI, Gabriele Pennisi.