I cantastorie, recensione Nov09

Tags

Related Posts

Share This

I cantastorie, recensione

Il cast durante la presentazione a Roma, foto Andrea Marangoni

Il cast durante la presentazione a Roma, foto Andrea Marangoni

Angelo, imprenditore di successo, e la moglie Anna, giovane avvocato in carriera, improvvisamente devono fare i conti con la crisi finanziaria che tormenta l’Italia.

La perdita del lavoro dell’imprenditore, che finisce col fare il muratore alle dipendenze di un suo ex capomastro, e la chiusura del cantiere porta Angelo alla definitiva e totale disoccupazione. Purtroppo anche alla fine della vita matrimoniale.

Anna, abituata ad una vita ricca, lascia Angelo e lui decide di ricominciare tutto da capo ritornando in Sicilia, punto di partenza, dopo trent’anni di assenza, con la figlia Maria Teresa, che lo segue di sua spontanea volontà nell’avventura. La realtà che trova è diversa da quella che abitualmente ha vissuto, inaspettatamente la sua vita cambierà grazie al  furgone di suo padre non più usato dopo la sua morte e uno zio anziano, cantastorie di tradizione….

Un film molto interessante e molto commovente, che racconta la tragedia lavorativa che oggi viene subita da troppi italiani, con tutto quello che inevitabilmente ne consegue.

Spesso si pensa che il vincolo matrimoniale e comunque il rapporto di coppia si regga grazie ai sentimenti che reciprocamente si scambiano le persone, invece la tranquillità economica è uno dei pilastri della base. Vivere una parte dell’esistenza nel benessere, godere di agi senza grandi preoccupazioni garantisce una visione della vita molto positiva ma se tale equilibrio viene a mancare la ragione vacilla e anche la propria autostima. La capacità di re-inventarsi non è per tutti. Questa pellicola esprime così intensamente il travaglio di un qualsiasi uomo, la sua disperazione, il suo orgoglio ferito, l’amore della moglie che non vuole condividere nella povertà la promessa matrimoniale scambiata, il fallimento agli occhi dei figli, il desiderio di suicidarsi ma anche l’intensità e la voglia di ricominciare. Prima di ricominciare occorre riscoprirsi dentro, assaporare la bellezza e la semplicità delle cose. L’aiuto può arrivare da qualsiasi fonte, un amico/a, un parente o dal proprio foglio. A volte basta poco per riavvicinare i lembi lacerati della vita, quando questo avviene è possibile che le ferite si ricuciono e la vita ricominci nuova, più intensa, capace di godere di aspetti prima non considerati.

Intensa, profonda, viva l’interpretazione di DAVID COCO nei panni di Angelo. Un applauso e incoraggiamento a MARIA TERESA ESPOSITO alla sua prima apparizione, spontanea e fresca come lo si  può essere alla sua età. Belle anche le musiche che incorniciano i momenti toccanti o il tema conduttore.