Ritratto di famiglia con tempesta, recensione del film Mag21

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Ritratto di famiglia con tempesta, recensione del film

Una scena del film, foto stampa

Una scena del film, foto stampa

Shinoda Ryota aveva tutto: una moglie, un figlio e un altra opera narrativa da scrivere dopo essersi aggiudicato un premio letterario prestigioso. Poi qualcosa è andato storto, Kyoko gli ha chiesto il divorzio, Shingo, il figlio, lo vede solo una volta al mese, il romanzo è rimasto un obiettivo da raggiungere. Per dare l’assegno mensile alla ex moglie, svolge un lavoro per un’agenzia investigativa, per dimenticare le indagini consuete gioca alle corse, alla lotteria, a qualsiasi altro gioco d’azzardo che sia capace di restituirgli quello che ha smarrito. Ma la vita è difficile, bugie, tradimenti, povertà morale gli hanno alienato la speranza dei sentimenti. Poi una sera un tromba d’aria si abbatte su Tokyo e sulla sua famiglia che trova riparo a casa della mamma, soddisfatta di averli.

Tre generazioni: un uomo, sua madre, suo figlio. E poi il presente, il passato, il futuro. Una capillare incertezza vicinissima alla preoccupazione. Film interessante a volte triste a volte divertente con una ottima interpretazione degli attori e una stimolante sceneggiatura.