UN APPUNTAMENTO PER LA SPOSA, recensione Giu08

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UN APPUNTAMENTO PER LA SPOSA, recensione

Un momento del film, foto stampa

Un momento del film, foto stampa

Un appuntamento per la sposa è il secondo film scritto e diretto da Rama Burshtein. Nata a New York, trasferitasi ad un anno in Israele, cresciuta laureandosi alla scuola di cinematografia a Gerusalemme, all’età di 25 anni ha abbracciato l’Ebraismo ortodosso.

La pellicola narra le vicende di una ragazza trentenne ebrea-ortodossa osservante nel procinto di sposarsi… da questo inizio si apre a ventaglio tutta una serie di situazioni surreali. Viene lasciata dal futuro marito durante la scelta del rinfresco e legge in questo evento un volere di Dio o meglio una prova di fede: ” credere intensamente, fortemente riponendo totalmente e ciecamente nella volontà di Dio, la sicurezza che Egli nel periodo che intercorre da quando è stata lasciata dal fidanzato alla data precedentemente stabilita delle nozze incontrerà un uomo che la sposerà “. Tutto ruota attorno a questo suo atto di fede, che lei incoraggia cercando con un passa parola nella sua comunità di incontrare altri uomini o in un pellegrinaggio religioso. Il film si snoda con calma senza colpi si scena o scene di allegra comicità; piuttosto in un clima tra il romanzo rosa alla Rosamunde Pilcher e la commedia Bridget Jones a bagnomaria nell’integralismo religioso.

Sicuramente apre una porta sulle tradizioni religiose e culturali dell’Ebraismo osservante, permette allo spettatore di vedere come a prescindere dalla religione di appartenenza l’osservanza dei dettami sia restrittiva indipendentemente della Divinità incarnata. La scelta della regista di incentrare tutto il film sul ruolo femminile è una sottile rivalsa sull’onnipresente universo maschilista che anche nella religione ebraica vuole la donna in un ruolo minore. Certamente è un film del genere commedia più agro-dolce che frivola e superficiale, con diversi spunti di riflessione.