Attacco al potere 2, troppa attualità in forma banale

Londra. Il Primo Ministro inglese muore in circostanze inspiegabili. Il suo funerale è un avvenimento al quale tutti i leader del mondo occidentale non possono mancare. Ma quello che dovrebbe essere il contesto più protetto del mondo si svelerà una cospirazione letale: per uccidere i capi di Stato più importanti della Terra; per annientare i luoghi simbolo della capitale inglese; per dare una terrificante visione di quello che sarà il futuro.

Solo tre persone hanno la possibilità di fermare tutto questo: il Presidente degli Stati Uniti (Aaron Eckhart), il suo formidabile capo dei servizi segreti (Gerard Butler) e un agente inglese dell’MI-6 che lecitamente non si fida di nessuno.

Rimane l’amaro in bocca per questo film: milioni di dollari di budget investiti anche su quattro sceneggiatori per un copione intriso di strapotere militare estremo, oltraggiosi luoghi comuni e  battute non proprio riuscite.

Grandioso solo sul manifesto, sul piano degli effetti speciali e sui scenari d’azione si rimane freddi. Il film allude ad alcuni capi di stato, nel prosieguo del lungometraggio moriranno, tra questi spicca il premier italiano, esplicitamente orgoglioso dei vantaggi politici e neanche a dirlo appiccicoso corteggiatore con una giovane amica.