Recensione di Gloria Bell

Julianne Moore nei panni di Gloria Bell, foto stampa

Julianne Moore nei panni di Gloria Bell, foto stampa

A Marzo esce nelle sale cinematografiche la pellicola Gloria Bell remake dell’omonimo film Gloria. Protagonista femminile principale è JULIANNE MOORE che ha curato anche la produzione. Attore principale maschile è interpretato da JOHN TURTURRO, la regia è di SEBASTIAN LELIO. Per volontà del regista non sono state apportate modiche alla narrazione originale, cambiano le città ove si svolge la storia, lo scenario ma pur rimanendo fedele all’originale il regista lascia tutto lo spazio agli attori che a loro volta si impossessano del personaggio e infondono tutto il loro talento e le loro storie di vita.

La trama vede una donna cinquantenne divorziata da molti anni, con dei figli adulti, economicamente indipendente che non è riuscita a ricostruirsi una nuova vita sentimentale, che si sente sola ed è alla ricerca di una storia importante ma che temporaneamente vive un intensa vita notturna che spesso la porta a vivere delle avventure sessuali occasionali. Durante questa sua vita notturna incontra un uomo anch’egli divorziato,con figli, gestore di un parco divertimenti. Entrambi s’innamorano ma la loro relazione è costellata da discussioni che scaturiscono dall’abitudine di essere da tempo indipendenti, adulti con esperienze passate che condizionano gli aspetti comunicativi-relazionali con l’aggravante dei rispettivi precedenti matrimoni e i figli che vincolano comunque le loro singole vite per gli obblighi ancora presenti.

La MOORE fà vivere il personaggio in maniera brillante,traccia il profilo di una donna che sente l’avvicinarsi della fine della propria fertilità ma che non vuole per questo vivere rinunciando ad essere libera a tutto tondo e che sà accettarsi nei cambiamenti. Non vuole astenersi dall’amare e cercare l’amore che vorrebbe per l’ultimo percorso di vita. Vero anche che sapendo ciò che si cerca e si vuole non è disposta a sconti nè rinunce. Fà eco a questo personaggio l’alter ego maschile, uomo di mezz’età alla ricerca dell’amore, tranquillità e stabilità ma che non riesce ad avere il coraggio e la determinazione per prendere la giusta direzione, rimanendo sempre sospeso a metà tra il passato,presente e l’incerto futuro. Possiamo concludere osservando che pur avendo mantenuto una sceneggiatura pressoché uguale il risultato è nettamente diverso, quindi una storia bella può essere raccontata tante volte e ogni volta apparirà belle. Un piacevole apprezzamento và alla fine del film che si conclude con una Gloria che balla sulle  note della canzone omonima di Umberto Tozzi