Un amore di gioventù, specchio dell’Europa?

Un amore di gioventù di Mia Hansen-Love pone due questioni importanti. Nonostante la menzione speciale della Giuria all’ultimo festival di Locarno, offre una storia sì importante ma trascinata a fatica. Possiede tutti i crismi del film francese di una volta ma non la loro brillantezza. Crisi d’ispirazione o cultura europea affaticata?

Certamente non è l’interpretazione di Lola Créton e Sebastian Urzendowsky a decretare il giudizio. Loro sono molto bravi ad interpretare la loro età in una storia d’amore estremamente reale, da teatro verista. Nei 110 minuti di proiezione la volontà di raccontare tutto diventa non raccontare nulla, diventare approssimativi. E non solo: si sente la mancanza di saper raccontare e soprattutto un obiettivo. Perché vedere questo film?

L’Europa è stanca: la crisi economica è solo un sintomo di una guerra commerciale che ci riguarda come destinatari e non più come mittenti. Nel Settecento, nell’Ottocento e nel Novecento siamo stati i mittenti delle peggiori disgrazie ma anche di una cultura sempre nuova, bellissima, che aveva speranza e futuro. Che sapeva raccontare, che poneva obiettivi e strumenti per raggiungerli. Ora non più.

Questo film pone il medesimo interrogativo dell’economia in crisi: che fare quando tutto è stato inventato, quando tutti i mercati sono saturi? Che fare quando tutto è stato raccontato?

Lola Créton, foto stampa

Lola Créton, foto stampa