Prossimamente in uscita una pellicola garbata, in un panorama di film molto spesso pieni di effetti ed I.A.

Il titolo è TURNER l’accordatore, un bel mix tra thrilling, sentimentale, commedia. La regia è di Daniel Roher che ha diretto un attore promettente come Leo Woodall, affiancandolo a due big come Dustin Hoffmann e Jean Reno.

Il protagonista Niki è un ragazzo che ha un problema uditivo: soffre di iperacusia ovvero ha un udito troppo sensibile.
Non può vivere normalmente senza cuffie e tappi perché i suoni sono per lui dolorosi soprattutto se forti o molteplici. Aveva una promettente carriera di pianista, ha dovuto rinunciare per sopravvivere, fa l’accordatore di pianoforti insieme con un anziano amico di famiglia che lo ha adottato.

Il caso gli ha fatto scoprire che, oltre ad accordare i pianoforti, il suo udito gli permette di sentire i giusti suoni di combinazioni delle casseforti. Necessità della vita lo pongono davanti a scelte importanti tra il legale e non.
Poi appare l’amore a rafforzare la storia.

Il mix di generi rende gradevole la visione, restituisce allo spettatore il piacere di una visione senza le forzature di scene inverosimili. Rispetto a quanto siamo abituati a vedere, potrebbe deludere chi si aspetta effetti e scene mozzafiato, il vero mozzafiato è nel effetto slow che non siamo più abituati a vedere: il racconto di una semplice storia che è più reale di tante realtà aumentate.