Allora balliamo è stata presentata in apertura al festival di Cannes dalla regista Amèlie Bonnin, in Italia pressoché sconosciuta al grande pubblico ma apprezzata in Francia per diverse produzioni.
Nel film la protagonista Cècile è una chef quarantenne, diventata famosa e in gara per la conquista delle stelle Michelin.
Improvvisamente deve affrontare le problematiche di salute del padre che vive in provincia, mentore cui deve l’amore per il suo lavoro ma che allo stesso tempo non condivide la gestione e l’approccio lavorativo.
Deve tornare a casa e affrontare il difficile rapporto padre-figlia, le sue personali problematiche di donna, ritrovare i vecchi amici e amori lasciati quando si è trasferita nella grande città, fare i conti con chi era e chi oggi è diventata, dare la giusta collocazione al proprio amore.
La particolarità di questo film risiede nel suo genere, è un musical. Non ha l’impostazione che spesso hanno le pellicole di oltreoceano. Lo stile francese emerge in maniera netta, gli interpreti sono attori e cantano in prima persona, i dialoghi si alternano alle canzoni in maniera fluida, dando alla tutta la narrazione un senso di leggerezza.
Non vuole stupire o affascinare con luci ed effetti particolari, vuole raccontare la vita in maniera leggera pur conservando l’importanza di temi come la famiglia, il diritto di scelta, l’amore.




