Ambientato nel 1937 nell’ex Unione Sovietica ha per protagonista un procuratore statale: Kornev, figura che nei nostri giorni non ha una specifica corrispondenza.
Questo giovane avvocato di stato riceve un biglietto scritto con il sangue, proveniente da una prigione di massima sicurezza, recante una richiesta di aiuto e giustizia. Riesce ad identificarne l’autore e si reca nella prigione per effettuare un colloquio ufficiale. Durante la conversazione con il prigioniero, un anziano procuratore fedele al leninismo ed anche uno dei primi sostenitori nella rivoluzione: viene messo al corrente delle atrocità perpetrate nei confronti di prigionieri politici, non in linea con le idee staliniane ma anche nei confronti di qualsiasi persona che non collabora con i referenti del partito.  
Il giovane Kornev, inesperto, ingenuo e fortemente votato all’ideologia comunista si scontrerà con la dura realtà che non è sempre in linea con le ideologie.

Pellicola presentata al festival di Cannes 2025 e al Festival di Trieste 2026 del regista Sergej Loznitsa, regista ucraino che ha ricevuto vari riconoscimenti per le sue pellicole e documentari di denuncia e politicamente impegnati.
Questo film è la trasposizione cinematografica del romanzo del dissidente Georgy Demidov fisico e prigioniero politico imprigionato innocente, reo confesso sotto tortura di essere trotskista internato in Siberia nei campi correttivi di lavoro con la pena di 14 anni morto nel campo di stenti e malattia imposti dalle durissime condizioni del carcere. Durante la sua prigionia scrittore prolifico, riabilitato postumo le sue opere sono state consegnate alla figlia nel 1988.

La narrazione risulta essere snella, asciutta, intensa nella sua drammaticità, i contenuti crudi sono toccanti nella loro realtà, l’ambientazione semplice ma accurata aiuta a immergersi in tutta la storia offrendo al contempo uno spaccato dell’epoca che solo in tempi recenti si è pienamente svelato.
Durante il periodo storico la divisione tra le due cortine impediva una visione reale di quanto accadeva oltre, trapelavano solo poche e frammentarie notizie da parte di coloro che riuscivano a scappare. Attualmente molto è stato divulgato ma molto altro ancora rimane segretato. Grazie a registi che tengono alla propria identità culturale si possono vedere opere sicuramente non destinate alla fama e gloria ma pellicole che possono essere  conservate come memoria storica.