Non c’è più religione, recensione Dic07

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Non c’è più religione, recensione

Una scena del film, foto stampa

Una scena del film, foto stampa

In questo periodo natalizio vediamo in uscita nelle sale cinematografiche l’ultima fatica del regista LUCA MINIERO, con un cast di eccellenza: CLAUDIO BISIO, ALESSANDRO GASSMAN, ANGELA FINOCCHIARO e un illustre sceneggiatore SANDRO PETRAGLIA che ci offrono la commedia  “NON C’E’ PIU’ RELIGIONE “.

Ambientato in Italia in una isola di fantasia famosa per proporre nel periodo di Natale la rappresentazione del presepio vivente ma che quest’anno non può essere fatto per mancanza del neonato  “bambinello” infatti l’interprete è oramai diventato adolescente e non può prestarsi al ruolo di Gesù Bambino è anche vero che l’isola non ha altri neonati perché da molti anni non nascono più bambini. Come possono risolvere il problema? Sull’isola è presente una comunità multietnica di musulmani che hanno molti bambini che potrebbero servire bene la causa. Quindi occorre accettare di aprire un dialogo con la comunità presente e spiegare i propri punti di vista ad altre persone che non condividono le stesse tradizioni. Ne scaturisce un continuo di trovate e gags intervallate da ricordi comuni ripercorsi dai tre attori principali nati e cresciuti insieme sull’isola con percorsi di vita che gli hanno portati lontano e che si ritrovano. E’ una commedia allegra per tutta la famiglia, senza troppe pretese, dai dialoghi puliti e non volgari. Da consigliare a chi vuole passare un po’ di tempo in maniera spensierata, null’altro. Come critici dobbiamo purtroppo constatare che una pellicola così ricca di celebrità è una vera delusione. Ha il sapore di falso e inverosimile partendo da un “isola” che ha di bello solo il posto ove è stato girato in parte il film. Una sceneggiatura mista tra il nostalgico, il falso perbenismo razziale, la paura di offendere l’ecumenismo religioso. Non ci siamo proprio il tutto stride, dalle premesse ci si aspetta di pregustare  chissà quale bel film invece si rimane con l’amaro in bocca.