Fino al 30 Settembre è visitabile l’esposizione Giubileo di luce di Helidon Xhixha presso l’Abbazia di San Galgano, vicino Siena.

Abbiamo avuto la fortuna di poter chiedere all’artista ed al curatore Carlo Pizzichini un commento sulle idee di questo dialogo religioso, che fonde la materia dell’acciaio con la Croce del Cristo risorto.

-Questa domanda è stata fatta molte volte: lei plasma l’acciaio come se fosse materia viva, come una tela, una pittura.
Con oggi cosa ha voluto rappresentare?

Xhixha- Attraverso questo materiale plasmo la luce, che diventa in questo caso la luce divina.
Siamo in questo luogo dove si unisce la cultura dell’architettura ma soprattutto la Natura e l’arte che si fondono insieme.
E questo è un luogo dove attraverso i riflessi si fondono insieme.

-Ho notato che la croce esposta qua fuori dall’abbazia ha veramente una ispirazione orientale: non si vede l’immagine del Cristo, ma la si immagina nel suo movimento all’interno, come spesso in Oriente si fa.

Xhixha- La Croce è sempre stata un simbolo eseguito da tantissimi artisti. In questo caso ho voluto semplicemente creare Cristo all’interno di questa Croce, soprattutto ricreare la luce che crea Cristo, unione di divinità e fede.

-Che si bilancia con l’abbazia e con il variare del tempo e della luce.

Xhixha- Assolutamente, questa materia non è statica, interagisce con lo spettatore/visitatore e come egli si muove, così l’opera si muove con lui, diventando parte dell’opera stessa. Questa è la forza dell’odierno materiale.

-Invece, nel preparare una mostra di questo tipo, quali sono le sfide che permangono?

Pizzichini- La sfida è sempre quella di avere un connubio con il circondario, ma questa sfida viene sempre vinta dall’opera.
L’opera si integra, anche per contrasto come in questo caso, con tutta l’architettura gotica, con tutta una serie di simbologie che fanno parte del misticismo cristiano.
Pertanto è facile giocare con le opere di Helidon Xhixha, perché si adattano agli ambienti, ai visitatori.

-Spesso è stato indicato che lei è in connessione con aspetti dell’arte degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Possiamo semplicemente dire che questo è il suo stile e la sua arte?

Xhixha- Questo è un linguaggio universale e contemporaneo, già il materiale stesso rappresenta l’attualità, la tecnologia che ci portiamo dentro: inoltre viviamo sempre con l’idea che l’acciaio sia freddo, invece c’è calore al suo interno che le consente di plasmarsi come opera d’arte.